Kronos

Suite Deluxe panoramica con vista mare, terrazzo e giardino

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WELCOME DRINK

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COLAZIONE SERVITA IN CAMERA

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FREE WI-FI

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VISTA MARE

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BAGNO IN CAMERA CON DOCCIA CROMOTERAPICA

piscina

MINIPISCINA ESTERNA CON IDROMASSAGGIO

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GIARDINO PRIVATO ESTERNO ANNESSO,
ATTREZZATO CON DOCCIA, SDRAIO, TAVOLO, SEDIE E PERGOLATO

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Giardino comune panoramico con ingresso esclusivo, attrezzato con tavoli, sedie e sdraio con zona solarium e colazione.

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CASSAFORTE

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ARIA CLIMATIZZATA

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ASCIUGACAPELLI

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LINEA CORTESIA

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KIT SOLARIUM (TELO, ACCAPPATOIO E CIABATTE)

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TV ULTRA HD SCHERMO PIATTO

minibar

FREE MINIBAR

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COLLEGAMENTO TELEFONICO DI SERVIZIO CON LA RECEPTION

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SERVIZIO LAVANDERIA

Nella mitologia greca era il più giovane dei Titani, figlio di Urano, il Cielo, e di Gea, la Terra. Secondo la Teogonia di Esiodo, poiché Urano teneva prigionieri i figli, nel timore di perdere il dominio del mondo, Crono mutilò il padre con la falce donatagli da sua madre. Dal sangue caduto a terra nacquero le Erinni, i Giganti e le Ninfe, che dettero poi inizio ad una stirpe umana. Dal membro caduto in mare nacque invece Afrodite.

Sposo di Rea, temendo che i figli lo privassero a loro volta del potere, come gli era stato predetto, Crono li divorava appena nati, finché Rea riuscì a salvare il sesto, Zeus, dandogli da divorare una pietra avvolta in fasce invece del bambino. Zeus, cresciuto, costrinse il padre a rigettare i cinque figli ingoiati, Estia, Demetra, Era, Ades, Posidone, e con loro lottò contro Crono e gli altri Titani nella Titanomachia. Alla fine furono relegati nel Tartaro, mentre Zeus diventò Signore dell’ Olimpo. Secondo un’altra versione del mito, Crono, dopo aver regnato sulla Terra nel primo felice periodo dell’umanità, divenne il sovrano di un mondo fantastico al di là della terra abitata, le Isole Beate. Qui si trasformò in un re buono, dedito alla prosperità del suo regno, un Dio dell’agricoltura che governava con saggezza. Era la mitica età dell’oro, quando era sempre primavera, vi era abbondanza di ogni frutto della Terra, uomini e Dei vivevano insieme, non v’era necessità di lavorare, né c’erano le guerre.

Crono fu poi identificato con l’italico Saturno. La mitologia latina narra che Saturno, dopo essere stato detronizzato da Giove, si stabilì sul Campidoglio, fondandovi un villaggio che prese il nome di Saturnia. C’era un tempio in cui la sua statua era avvolta in catene perché i Romani non volevano che lasciasse mai Roma, l’ Italia del tempo fu chiamata ‘Saturnia tellus’ e i suoi abitanti ‘Saturnia gens’. A Roma nel mese di Dicembre venivano celebrati i Saturnali,  che originariamente duravano un solo giorno, il 17 dicembre, poi un’intera settimana, dal 17 al 24 dicembre di ogni anno.
Durante i Saturnalia, il ruolo di padroni e schiavi veniva invertito, cadevano le regole e i vincoli morali, e si eleggeva una specie di re carnevalesco. Coincidevano con il riposo dai lavori agricoli e rappresentavano quindi la temporanea liberazione dalle fatiche del lavoro, dalle costrizioni sociali e dalle convenzioni morali.
La festa, serviva anche ad augurare la fecondità della terra e si celebrava l’epoca primordiale in cui si riteneva che la proprietà delle terre e dei beni fosse comune e che non esistessero né il lavoro né i conflitti sociali o la guerra.

La moglie di Saturno, Opi, cioè Opima, abbondante, Dea del raccolto, divenne l’equivalente di Rea. Saturno era il padre, fra gli altri, di Cerere, Giove, Nettuno e Plutone, nonché “Picus”, il primo re del Lazio.
In Grecia Crono è cupo, solitario e afflitto dalla detronizzazione ad opera del figlio; in Italia Saturno è il re della mitica Età dell’Oro, benevolo, protettore dell’agricoltura e costruttore di città, un eroe civilizzatore. Un mito racconta che Saturno incatenato giaccia nel profondo del Lazio, rinchiuso in una tomba. Chi riuscirà a trovarlo otterrà il seme d’oro di cui il Dio è custode.

Saturno aveva un tempio nel foro dove si conservò il tesoro dello stato fino alla fine della repubblica, l’aerarium, insieme alle leggi incise su tavole bronzee, ai decreti del Senato, alle insegne degli eserciti e ad una bilancia per la pesatura del metallo.
Una sezione speciale del tesoro era costituita dall’aerarium sanctius, contenente la riserva metallica dello Stato (bronzo, oro e argento), gemme, gioielli e i proventi della tassa del 5 per cento sull’emancipazione degli schiavi, fino a quando Giulio Cesare violò la sacralità del luogo impadronendosi dell’erario.

Ancora ritroviamo le tracce di questo mito di Crono, come tempo che genera e divora, in parole di uso comune quali cronologia, cronometro, isocronia o sincronia, mentre agli antichi Saturnali sono poi legate le attuali festività del Natale e del Carnevale e su di noi splende ancora il pianeta degli anelli, Saturno, che ha come simbolo astronomico una rappresentazione stilizzata della falce del dio dell’ agricoltura.